Dopo la caduta della dittatura dello shah, la prima manifestazione a cui molti iraniani della mia generazione parteciparono fu quella dell’8 marzo 1979, appena venticinque giorni dopo l’insediamento del regime teocratico. I nuovi arrivati, privi di una reale cultura di governo, iniziarono subito a imporre il velo obbligatorio alle donne. Intuivano istintivamente un principio: punisci le donne, educherai la società! È lì che nasce la politica sociale della teocrazia iraniana, la misoginia come strumento di controllo e di potere.
Mentre la politica estera del regime khomeinista prende avvio il 4 novembre 1979 quando, a meno di otto mesi dopo la presa del potere, venne occupata l’ambasciata statunitense a Teheran. Mentre il potere dittatoriale si assestava, favorito anche dalla guerra con l’Iraq, eliminava ogni spazio politico e uccideva decine di migliaia di dissidenti.